La protesi d’anca rappresenta uno degli interventi più efficaci per restituire qualità di vita ai cani affetti da displasia dell’anca. L’intervento consiste nel sostituire completamente l’articolazione danneggiata con un impianto artificiale, permettendo al cane di tornare a muoversi senza dolore e con una buona funzionalità.
In questo articolo vedremo come funziona una protesi d’anca nel cane, quando è indicata, come si svolge l’intervento, quali sono le possibili complicazioni e cosa deve fare il proprietario durante il periodo post-operatorio. Scopriremo inoltre quali sono le alternative chirurgiche disponibili quando la displasia viene diagnosticata precocemente.
Protesi d'anca nel cane: cos'è e quando è necessaria
La protesi d’anca è un intervento chirurgico che consiste nella sostituzione completa dell’articolazione dell’anca con un impianto ortopedico.
Per capire come funziona è utile conoscere l’anatomia dell’articolazione. L’anca è formata da due elementi principali:
- la testa del femore, una struttura simile a una sfera
- l’acetabolo, una cavità del bacino che accoglie la testa del femore e ne permette il movimento
In un cane sano queste due strutture scorrono perfettamente l’una nell’altra. Quando invece sono danneggiate o con una conformazione non corretta, ad esempio a causa della displasia dell’anca o di una grave artrosi, ogni passo diventa doloroso e più difficile.
In queste situazioni la protesi d’anca rappresenta spesso la soluzione più efficace per eliminare il dolore e ripristinare una buona funzionalità articolare.
L’obiettivo dell’intervento è migliorare il movimento e consentire al cane di tornare a svolgere una vita attiva.
Come funziona la protesi d'anca nel cane
Durante l’intervento di protesi d’anca, l’articolazione del cane viene sostituita con una protesi.
Prima dell’intervento viene eseguita un’attenta pianificazione chirurgica mediante esami diagnostici per scegliere la dimensione più adatta degli impianti e ottenere il miglior risultato possibile.
La procedura inizia con la rimozione della testa del femore danneggiata.
Successivamente viene preparato il canale femorale, all’interno del quale verrà poi inserito uno stelo protesico, generalmente realizzato in una lega di titanio ad alta biocompatibilità. Lo stelo viene inserito all’interno del canale femorale e qui si incastra perfettamente, rimanendo stabile e diventando il supporto della nuova testa femorale artificiale.
Il secondo passaggio consiste nella preparazione dell’acetabolo. Dopo aver rimosso la cartilagine deteriorata e aver creato il giusto alloggio, viene inserita una coppa acetabolare, generalmente costituita da un guscio metallico rivestito internamente da un inserto in polietilene ad alta densità.
Una volta posizionate entrambe le componenti, la nuova testa femorale si articola perfettamente all’interno della coppa artificiale, ricreando un’articolazione stabile e fluida.
Grazie a questa ricostruzione articolare, la protesi d’anca permette di eliminare lo sfregamento tra le superfici articolari danneggiate, minimizzare il dolore e recuperare una buona mobilità.
Protesi d'anca: complicazioni e come vengono prevenute
Come ogni intervento chirurgico, anche la protesi d’anca presenta la possibilità di complicazioni. Tuttavia, quando la chirurgia viene pianificata con cura, viene eseguita da un team esperto, vengono utilizzati impianti di alta qualità e il proprietario segue attentamente le indicazioni post-operatorie, queste evenienze sono relativamente poco frequenti.
Tra le complicazioni più importanti troviamo:
- infezione della ferita chirurgica
- lussazione della protesi
- mobilizzazione o allentamento degli impianti nel tempo
- frattura del femore durante o dopo l’intervento
- ritardo della guarigione ossea
- sieromi o ematomi post-chirurgici
Per ridurre questi rischi vengono adottate numerose precauzioni.
L’intervento viene eseguito in ambiente sterile seguendo protocolli rigorosi. La pianificazione preoperatoria consente inoltre di scegliere con precisione gli impianti e di ridurre il rischio di complicanze intra e post-operatorie.
Anche la tecnica chirurgica ha un ruolo fondamentale: il corretto posizionamento della protesi d’anca diminuisce il rischio di lussazione e garantisce una migliore stabilità dell’articolazione e della protesi stessa. Per questo è importante che la chirurgia venga eseguita da un team esperto e preparato su questa procedura.
Tuttavia, il successo dell’intervento non dipende esclusivamente dall’équipe medica.
Una parte fondamentale della guarigione è affidata al proprietario, che dovrà rispettare scrupolosamente tutte le indicazioni ricevute. Attività fisica eccessiva, salti o movimenti bruschi nelle prime settimane possono infatti compromettere la stabilità della protesi e aumentare il rischio di complicazioni.
Protesi d'anca nel cane: cosa fare dopo l'intervento
Il periodo successivo alla protesi d’anca è determinante per ottenere un recupero completo.
Un aspetto estremamente importante riguarda la gestione della ferita chirurgica.
Per le prime due settimane il cane dovrà indossare il collare elisabettiano 24 ore su 24, così da impedire che si lecchi la ferita. Anche gli altri animali presenti in casa non devono poterla leccare, perché questo aumenterebbe significativamente il rischio di infezione.
Molti proprietari commettono un errore frequente: vedendo il cane camminare bene già pochi giorni dopo l’intervento, pensano che possa tornare subito alla normale attività.
In realtà, proprio nelle prime settimane la protesi ha bisogno di tempo per integrarsi correttamente con l’osso.
Per questo motivo è fondamentale evitare:
- corse
- salti
- scale quando possibile
- giochi con altri animali
- giochi con palline, frisbee o attività che prevedono movimenti bruschi o improvvisi
Sono invece consentite brevi passeggiate, della durata di circa 15-20 minuti, sempre al guinzaglio corto e seguendo le indicazioni del chirurgo.
Seguire attentamente tutte queste indicazioni rappresenta uno dei fattori più importanti per il successo della protesi d’anca.
Protesi d'anca nel cane: quali sono le alternative?
La protesi d’anca non è sempre l’unica soluzione disponibile.
A seguito di una diagnosi precoce della displasia d’anca, esistono interventi che possono migliorare lo sviluppo dell’articolazione.
Sinfisiodesi pubica
La sinfisiodesi pubica è una procedura indicata nei cuccioli molto giovani.
L’intervento consiste nel provocare chirurgicamente la chiusura precoce della cartilagine di accrescimento della sinfisi pubica. Questo modifica gradualmente la crescita del bacino, favorendo una migliore copertura acetabolare della testa del femore durante lo sviluppo.
Si tratta di una procedura relativamente poco invasiva che non richiede l’utilizzo di impianti.
Duplice osteotomia pelvica (DPO)
La DPO è indicata in cani giovani con displasia diagnosticata precocemente e senza artrosi avanzata.
Durante l’intervento vengono eseguite due osteotomie (tagli dell’osso) del bacino per inclinare l’acetabolo e migliorare la copertura della testa del femore. La nuova posizione viene mantenuta mediante placche e viti apposite.
A differenza della sinfisiodesi, la DPO prevede quindi l’utilizzo di impianti ortopedici.
È importante sottolineare che nessuno di questi interventi garantisce con certezza assoluta che il cane non debba sottoporsi in futuro a una protesi d’anca. Tuttavia, quando eseguiti nei pazienti correttamente selezionati e al momento giusto, possono minimizzare l’evoluzione della malattia e preservare la funzionalità articolare.
Per questo motivo la diagnosi precoce della displasia dell’anca rimane uno degli strumenti più importanti a disposizione dei proprietari, soprattutto se di razze predisposte.
Prenotare una valutazione specialistica
Se hai il dubbio che il tuo cane possa avere la displasia dell’anca, una valutazione specialistica è il modo più sicuro per chiarire la situazione.
Presso Clinica Veterinaria Milano Sud, a Peschiera Borromeo (Milano), è possibile effettuare:
- Visite ortopediche dedicate
- Diagnostica avanzata (radiologia e TAC)
- Percorsi personalizzati in base al singolo caso
Se desideri un parere specialistico, puoi contattare la clinica per ricevere informazioni e valutare il percorso più adatto al tuo cane.





